COCA

CoCA c.enter o.f c.ontemporary a.rts di Modica è un progetto di sintesi tra innovazione culturale e arte contemporanea, una risposta all’esigenza di  strumenti appropriati per leggere complessità e potenzialità dentro scenari mutevoli. CoCA nasce il 4 ottobre 2009. Nella volontà di dialogare e interagire con l’istituzione pubblica si rintracciano i semi della sua diversità: il centro per le arti contemporanee nasce come archivio biblioteca da un’idea dell’Associazione Culturle Laboratorio Autonomo Potenziale in collaborazione con l’Ente Comunale al fine di condividere percorsi con il pubblico. Il CoCA inizia l’attività con Verso Sud Est_Sovrimpressioni, una serie di interviste manifesto con artisti e operatori di varia estrazione e formazione: Giovanni La Cognata, Cesare Viel, Ninni Romeo, Cesare Pietroiusti e Salvatore Schembari.

La città di Modica si ritrova una biblioteca specializzata con volumi, cataloghi e saggistica relativi agli ultimi 50 anni della storia dell’Arte, Storia e Filosofia ed un luogo incubatore di riqualificazione urbana e culturale.
I promotori iniziali del progetto sono: Rosario Antoci, Daniela Bigi, Carmelo Nicosia, Roberto Lambarelli, Francesco Lucifora, Cesare Pietroiusti, Lillo Avola e Stefania Zocco.

Il mutamento delle città e  la condivisione del sapere sono le basi del progetto, il processo segue la rottura di alcuni schemi di alcune pratiche ricerca  nuovi approcci all’arte. Il palazzetto che è oggi sede del CoCA attraversa fasi di cambiamento e di relazione con la comunità. Le mostre, gli eventi e i lavori prodotti sono entrati in contatto con le persone e gli spazi provocando alterazioni, riflessioni e critiche a vario livello. Il Mulino della Contea, sito in Modica Alta, è stato teatro di Machine Resurrection, progetto specifico dell’artista Claudio Cavallaro. Il Castello di Donnafugata, proseguendo sui luoghi, ha ospitato Vplatform Donnafugata videoart set svelando alcune derive della videoarte ed invitando artisti come Mauro Romito, Silvia Giambrone, Annamaria Di Giacomo e Claudio Cavallaro. La pratica di nuovi format curatoriali ha portato verso Videocards il pensiero degli artisti reso possibile dalla partecipazione di 42 artisti che hanno inviato ciascuno un’immagine ed un pensiero confluiti in una proiezione a tre schermi visibile 24h su 24h attraverso i vetri del CoCA, un contatto diretto con la fruizione pubblica dell’opera d’arte e con le parole degli stessi artisti.

E’ nel 2010 che il CoCA viene chiamato a supportare  9 studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo per il workshop internazionale Real Presence 10 a Belgrado, ideato da Dobrila Denegri e Bijiana Tomic: un progetto nato dieci anni addietro per consentire la relazione e l’incontro tra la comunità artistica serba e il resto d’Europa nonostante le restrizioni dei governi del tempo.

Il CoCA partecipa con esito positivo, al bando Po Fesr Sicilia 2007-2013 Obiettivo operativo 3.1.3 relativo all’Arte Contemporanea e alla linea 3.1.3.2. con la quale viene individuato il Palazzo dei Mercedari come Polo Museale del Sud Est. Il 2011 segna tappe importanti quali la residenza e relativa opera di Filippo Leonardi che inaugura l’inizio della collezione del CoCA con l’installazione La scultura è l’opposto della cultura collocata nel giardino antistante all’edificio del centro. Nello stesso anno viene editato artIStown, un progetto dedicato alla promozione dei nuovi linguaggi artistici che invadono la città di Modica coinvolgendo spazi come il Teatro Garibaldi con Carmelo Nicosia e canecapovolto ,il Palazzo della Cultura con una collettiva di talenti emergenti, la Chiesa di San Nicola ed Erasmo ed uno spazio dell’Agenzia SAI di Modica. Un nastro simbolico viene tagliato dall’insigne storico dell’arte Arturo Schwarz che supporta con la sua straordinaria presenza il progetto dell’archivio biblioteca e infiamma il pubblico parlando del suo amore per l’arte e di imprese coraggiose come il CoCA. Nessuna tregua per le attività che fremono durante le giornate nazionali del contemporaneo nel 2011 e nel 2012: una personale dell’artista Roberto Timperi è al centro del progetto Se siamo liberi_3 giorni nel futuro e l’anno successivo il CoCA produce Conquiste, l’imponente installazione di Rosario Antoci composta interamente da insegne di esercizi commerciali della provincia di Ragusa prive di loghi e collocata ed ancora oggi visibile sulla parete frontale dell’edificio sede del centro d’arte.

Nell’estate del 2011, durante la fase di demolizione di alcuni scheletri di cemento nel quartiere Sorda, il CoCA supporta il progetto Demolition Squatter #1 di Loredana Longo che elabora un lavoro visivo durante la detonazione dei giganti di calcestruzzo, protagonisti e testimoni di un pezzo di storia che abbraccia la storia economica e sociale della provincia.

Il CoCA sta attualmente svolgendo un ruolo di catalizzatore delle nuove energie e competenze che hanno origine nel Sud Est, l’ambito dei Beni Culturali e della fruizione dell’Arte risente dell’azione del centro e dell’archivio biblioteca e dell’azione costante e tenace che si svolge a partire dal progetto iniziale voluto tra gli altri da Francesco Lucifora, Daniela Bigi, Carmelo Nicosia, Rosario Antoci e Anna Sammito ed un nucleo inossidabile di pionieri e ricercatori. Negli ultimi due anni altri progetti interni hanno promosso e veicolato innovative forme di eventi puntando sulla promozione delle avanguardie sonore con i format Fosca e Something for your mind che vedono esibirsi talenti emergenti della scena siciliana, e non solo, alle prese con linguaggi audio-video sperimentali. Durante l’anno in corso ha preso il via Abbitattstail intervento di John Cascone e Dario Vanasia che hanno collocato l’installazione Overtùr sul terrazzo del centro, un lavoro che riflette sull’abusivismo come linguaggio integrato delle nuove città. Il CoCA è diventato, nel giro di pochi anni, un punto di incontro trasversale per confrontarsi, discutere, progettare, giovani laureati in varie discipline credono finalmente possibili alcune percorsi altrimenti impensabili, la biblioteca che mette a disposizione una selezione di libri d’arte, saggi, cataloghi e riviste nazionali ed internazionali sta rendendo il cammino della comunità simile a quello di altre comunità dotate da tempo di simili luoghi e la percezione della diversità delle culture e dell’arte del presente consente l’ampio respiro verso ogni futuro. Ogni passo fatto dal CoCA è stato seguito e continua ad essere monitorato dalle riviste specializzate, dai no profit esteri e da molte antenne culturali europee poiché pratica virtuosa, da moltiplicare, di riqualificazione di spazi pubblici e di connessione reale con le frontiere dell’arte nel mondo.