(Francesco Lucifora)

quando ho visto la prima volta i bozzetti e il concetto, per un momento non ho pensato al fatto che questo lavoro derivasse dal progetto “Colombaia”. Mi sono soffermato sui due concetti: cultura e cultura, sul fatto che le parole differissero letteralmente in una “s”, ma che questa “s” faceva una enorme differenza. La cultura vista come un insieme indistinto di saperi, costumi, produzioni, esistenze e la scultura come un ritaglio di qualcosa di particolare nello spazio. Ho immaginato che la cultura si forma non appena l’uomo agisce, compie azioni, pensa e rilascia informazioni e saperi ed invece la scultura compie una selezione di forma nello spazio ed in qualche modo sceglie alcuni dettagli e ne scarta altri.

In seconda battuta, ho letto che l’uccisione del piccione o la sua cattura sono vietate dalla legge. I miei pensieri sono ritornati al progetto “Colombaia”.

Ho dunque riflettuto: prendersi cura dei piccioni fa parte della cultura (di alcuni) e le piccole tettoie lo indicano bene, ma i dissuasori per i piccioni che potrebbero ferirli indicano una non cultura o scultura, infatti i dissuasori sono una scultura o meglio sono opera dell’uomo cosi come la scultura fuoriesce dalla selezioni di un solido informe (classica e tradizionale). Adesso il tuo lavoro mi appare come un monumento alla contraddizione che alberga negli esseri umani, da una parte la cultura di prendersi cura dei piccioni in quanto esseri viventi ed anche preziosi compagni e dall’altra parte la scultura che è una scelta e selezione dell’uomo ed anche qualcosa che abbiamo messo a mo di monumenti nei nostri luoghi, piazze e siti vari. Poi abbiamo visto che i piccioni si appollaiavano, sporcavano ect.. e abbiamo inventato i dissuasori andando contro la cultura che ci diceva di prendersi cura dei piccioni e forse in questo caso la scultura è l’opposto della cultura-

(Filippo Leonardi)

Mettiamo il caso che il progetto colombaia sia un progetto sulla comunicazione, è che provocatoriamente questa comunicazione avvenga via etere ma attraverso i piccioni viaggiatori.

Lo spazio attraverso cui ciò che comunichiamo viene veicolato non cambia, quello che cambia è il mezzo di trasporto, che non è tecnologico ma “umano” o quantomeno fa parte della sfera del vivente visto che i piccioni come gli esseri umani sono fatti di carne ed ossa.  (NATURALE – ARTIFICIALE)

Associamo adesso ai piccioni i posatoi, elementi di arredo costruiti dall’uomo per far si che questi animali possano riposare all’interno delle colombaie, e subito dopo associamo ad essi i dissuasori altri elementi costruiti dall’uomo per dissuaderli ed evitare che si poggino a riposare sui cornicioni degli edifici. (PERSUASIONE –DISSUASIONE)

Associamo adesso agli aspetti citati prima gli elementi che ho pensato per l’intervento nel giardino del ( dell’Eden, all’interno del quale si trovava l’albero della conoscenza del bene e del male) Coca due alberi-antenna, finalmente distinti, quindi uno del bene l’altro del male. (BENE – MALE)

Analizziamo adesso l’aspetto funzionale di questi due elementi uno risulta chiaramente funzionale ai piccioni l’altro no. (UTILE – INUTILE)

Ma ecco che guardando attentamente ci accorgiamo che anche sull’albero dissuasore è presente un braccio dell’altro e viceversa ,  questo annulla in un attimo il nostro ragionamento logico,  d’improvviso tutto vacilla; le associazioni e le contrapposizioni, i rimandi e le citazioni, la nostra necessità di categorizzare ogni cosa che è per ceti versi  una regola fondamentale della cultura umana. ( SENSATO – INSENSATO)

SONY DSCla scultura è l'opposto della cultura1