Il 20 marzo 2010 alle h. 20 viene inaugurata la mostra “Le ragioni di un’isola” presso il C.o.C.A. center of contemporary arts di Modica. L’esposizione, a cura di Francesco Lucifora, vede la presenza delle opere di Rosario Antoci, Claudio Cavallaro ,Silvia Giambrone, Francesco Lauretta, Concetta Modica, Sebastiano Mortellaro, Mauro Romito ,Stefania Zocco. All’indomani di alterne e documentate vicende che vedono la Sicilia come territorio protagonista di un generale rinascimento culturale ed artistico, l’indagine si sposta dal dato geografico e storico per approdare ad altre ragioni e punti di conoscenza. Il comune denominatore è il dato anagrafico, ma la diversità dei linguaggi e degli approcci al contemporaneo definiscono una geografia stratificata da riflessioni individuali, generazionali, linguistiche ed esistenziali. Tra gli spazi della stratificazione si leggono le motivazioni in forma di pensiero che ogni artista coltiva ed esprime a partire dalla comune provenienza senza che questo dato sia l’unica ragione, ma il banco delle partenze, delle permanenze e degli approdi. “Le ragioni di un’isola” non sono circoscritte alla Sicilia, ma al dato di una terra circondata dal mare verso la quale è molteplice il relazionarsi di questi artisti. Lo stupore che riguarda la provenienza sicula è ormai ingiustificato e le ragioni di un’isola non sono da ricercare nell’isola, ma nei linguaggi che vivono e si sviluppano nei luoghi di nuova e temporanea appartenenza. L’esposizione sottolinea una costellazione di reazioni e di scelte conseguite in momenti e contingenze diverse. La velocità della vita e l’instabilità delle circostanze non fa differenza tra chi proviene da un’isola e chi proviene dalla terraferma, la relazione tra l’arte e la provenienza è un concetto che continuamente si riscrive e non dovrebbe conoscere pause, luoghi comuni e confini.
Rosario Antoci
Nato a Ragusa nel 1966. Si diploma presso l’Istituto d’arte di Comiso e poi si Laurea in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui vive dal 1986 sino al 1992. E’ docente di Anatomia Artistica e Anatomia dell’Immagine presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Le sue istallazioni di grande formato realizzate assemblando cemento, malte, resine e fibre di vetro, costituiscono la serie dei silent gardens. In anni più recenti sposta il pensiero creativo verso nature ambientali opposte e coesistenti, sempre più spesso le indaga con l’obiettivo fotografico.
Claudio Cavallaro
Nato a Siracusa nel 1976. La ricerca è incentrata sulla relazione visibile/invisibile relativamente ad oggetti, immagini e situazioni del quotidiano che vivono una seconda vita L’utilizzo di materiali luminosi, di pigmenti e colori che reagiscono a luci particolari servono ad accentuare l’idea di questa ricerca. Il concetto di risurrezione è inteso quasi come una trasformazione in qualcosa d’altro. I soggetti non risorgono nella precedente essenza ma in s-oggetto-arte, il cui scopo è quello di stimolare una riflessione cosi che che l’opera trasmettera (emani) amore e concorra, in qualche modo, ad un miglioramento della società.
Silvia Giambrone
Nata ad Agrigento nel 1981, vive e lavora tra Roma e Berlino. Lavora in prevalenza con il video, la fotografia e i processi installativi toccando il tema del linguaggio come strumento politico e la relazione tra indivisuo e spazio. È tra i fondatori di 26cc artist space, Roma.
Nel 2006 è stata selezionata per il Premio giovani artisti, Fondazione Agnelli,Torino. Nell’anno accademico 2007/2008 ha tenuto il seminario “Arte e Femminismo”, presso la cattedra dei Fenomenologia delle Arti Contemporanee della Professoressa Cecilia Casorati, Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 2009 è stata selezionata dalla Fondazione Ratti per il Corso Superiore di Arti Visive.
Francesco Lauretta
Nato ad Ispica nel 1964, vive e lavora a Firenze. La sfera della memoria e dei ricordi visivi legati alla terra d’origine sono al centro delle opere pittoriche e video di Francesco Lauretta. Il dettaglio e il colore sono i simboli più potenti di una visione non realista della vita vissuta. La base è rappresentata da quelle immagini comuni che danno sicurezza agli occhi, le tradizioni e le abitudini del passato recente avvolte però dalla nitidezza e dalla pulizia. Nel lavoro di Lauretta è centrale il rapporto tra le immagini custodite dalla memoria quanto quelle che fanno parte del presente.
Concetta Modica
Nata a Modica nel 1969, vive e lavora a Milano. Totale attenzione al ribaltamento dei codici e dei significati attributi agli oggetti storicizzati, appartenenti alla cultura Siciliana e non solo. Utilizza i medium artistici più diversi, come video e istallazioni per attuare decostruzioni, elaborazioni e collegamenti antropologici tra universi lontani di cui indaga i punti di contingenza. Gli oggetti cedono l’identità per acquistarne un’altra.
Sebastiano Mortellaro
Nato a Siracusa nel 1974, vive e lavora a Siracusa. La ricerca di Sebastiano Mortellaro si avvale di molteplici medium artistici, in particolar modo video ed installazioni. Ricorrente quanto centrale è il riferimento alla sua terra di origine, la Sicilia, di cui vengono messi in luce aspetti sempre differenti: le tradizioni popolari, la bellezza dei paesaggi, la gente del posto divengono protagonisti di lavori che spesso nascondono una componente amara, con un’insistenza sulle trasformazioni subite dalla regione nel corso dei decenni.
Mauro Romito
Nato a Milano nel 1980, vive e lavora tra Roma e Madrid. Gli interstizi e gli spazi di silenzio sono al centro della curiosità creativa di Mauro Romito. Il medium video viene adoperato per creare azioni ironiche che celano alcune amare verità umane. L’indagine volge anche verso la relazione tra i generi e soprattutto sulla trasformazione dell’arbitrio culturale e le azioni atte a mantenere e legittimare il potere di tale arbitrio. È tra i fondatori di 26cc artist space, Roma.
Stefania Zocco
Nata a Ragusa nel 1980, vive e lavora tra Modica e Palermo. La necessità centrale dei suoi lavori è sondare le conclusioni umane, risultato di quotidiane consuetudini, dal non luogo all’oggetto out per smontare numerose pratiche del pensiero, per restituire spazi reali e intellettivi. Adopera una molteplicità di medium anche intervenendo sulla natura dei supporti. Dello scorrere incessante dei paradossi umani, Stefania Zocco ha interesse verso quelli più indiretti che passano inosservati provocando colossali gap.