“Vplatform#2 – files under culture”, rassegna di video arte inaugurata a Modica, seguendo la modalità dell’invito da parte degli artisti e del curatore, presso la Chiesa dei SS. Nicola ed Erasmo. Ogni lavoro presentato dentro un monitor insieme all’artista, con l’aumento del numero degli artisti, 4 > 9 > 19 > 39, crea una sequenza di lavori, un palinsesto video senza fine, un archivio che è anche momento espositivo.

Vplatform#2 riflette su “files under culture” ovvero le relazioni che producono, parlano, toccano il  fantomatico concetto di cultura in molteplici declinazioni e angolazioni. Una piattaforma che pone il linguaggio video all’interno di luoghi non deputati e delocalizzati dove l’attenzione si concentra sulla luce dei monitor, delle proiezioni e delle opere. Il linguaggio video ri-contestualizza il luogo a partire dai singoli linguaggi autoriali, trasformando la percezione degli spazi e inducendo una maggiore apertura e attenzione da parte del pubblico.

Gli artisti che partecipano a Vplatform#2 sono: – Claudio Cavallaro, con “Rivelazioni”, un vero e proprio site specific che crea un legame con il luogo, dato che le riprese sono effettuate presso la stessa Chiesa dei SS. Nicolò ed Erasmo: il luogo di culto diventa il motivo per la ricerca dell’illuminazione della coscienza e della cultura. Quasi ad investigare i confini tra la pittura sacra e quella adiacente al presente, l’artista compie un viaggio esplorativo all’interno di una chiesa non più consacrata fino al rinvenimento della mappa che rende il senso, non solo geografico, della presenza dei conflitti armati nel mondo.

– Tiziana Contino, con “Di Verso Da”: una riflessione sulla de-localizzazione economico-geografica, con tutte le conseguenze che ne derivano, attraverso una simulazione ludica: una cartina grande 3 x 2 metri senza nomi di paesi e luoghi dove similmente all’antico gioco gioco della Campana, un unico partecipante saltella calpestando varie zone del bacino del mediterraneo lanciando ogni volta un euro sulla zona che intende conquistare. I flussi di denaro si spostano in modalità sconosciuta.

– Silvia Giambrone, con “Viola e un poco nervosamente”, video di performance musicale ispirata all’omonima poesia di Vladimir Majakovskij. – Elena Bellantoni, con “Tent_Action”, un’azione documentata da un video: la realizzazione di una casa mobile, una tenda trascinata dall’artista per un giorno intero sulle spalle in giro per Santiago. La psico-geografia della città fatta di grandi contrasti, cambia durante il percorso fino al Palacio de La Moneda, dove è stato assassinato Salvator Alliende.

– Mauro Romito, con “Mind the Gap”: il mondo ha costruito in modo parallelo relazioni e contraddizioni, libertà e divieti. Un’indagine acuta nel vuoto esistente tra comportamenti privati e pubblici. – Mariana Ferratto, che partecipa grazie alla disponibilità di The Gallery Apart di Roma, con “Ehi Bambola”: l’annientamento degli stereotipi che tentano di perseverare nella relazione uomo/donna. Gli appellativi, le parole e gli usi comuni di trattare e comportarsi nei confronti dell’universo femminile vengono posti in discussione e corrosi con la forza dell’ironia.

– Annamaria Di Giacomo, con “Il tempo non dovrebbe presentare sorprese”: le immagini, originariamente girate in super 8, risalgono all’estate del 1964 e appartengono all’archivio video di famiglia. Un ticchettio di fondo scandisce la temporalità: il tempo è un altro tempo, quello soggettivo, i cui istanti si succedono per perdersi e poi ritrovarsi.

– Roberta Baldaro, con “Luogo Comune – fiacca mappatura del mondo”: invece di superare o ridimensionare i cliché, parte proprio da questi e li assurge a dato di fatto: riconsidera la visione degli Stati, li attraversa e ne restituisce una visione fiacca, a conferma del prototipo universale per le idee.

– Concetta Modica, con “Domani” (testi di Carmine Andrè Catacchio, “Brucia la terra” di Nino Rota, voce di Bemben203): occorrono piccoli spostamenti o cambiamenti per destare nuovamente la nostra attenzione. Il domani ha bisogno di ieri, la cultura ha bisogno del passato per servire il futuro. Brucia la terra di Nino Rota (Il Padrino III) è cantata da un cantante di origini asiatiche, in siciliano, e la strana pronuncia accompagna lo sfavillio del fuoco allargando i confini di immagini e geografie.